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Faramir's avatar

La questione del katéchon è affascinante e ritorna periodicamente al crocevia tra religione e politica. Ricordo ad esempio Cacciari che nel 1993 chiedeva a Giovanni Paolo II di smettere di fare il katéchon: col senno di poi, questo appello non aveva a che fare con l’escatologia, ma forse con il destino della società capitalistica (Giovanni Paolo II ha fatto da freno alla caduta del capitalismo dopo aver accelerato quella del socialismo reale). L’uso che Thiel fa di questo termine, che a mio avviso è un marcatore semantico di posizioni gnostiche, è più insidioso, perché ne rovescia il senso: per non accelerare i tempi ultimi bisogna togliere vincoli. E’ una gran bella contraddizione - e sappiamo bene chi è che rovescia i significati…

Leticia Soberon's avatar

Grazie dell’analisi, Padre Antonio, molto chiaro! Mi sembra che come dici alla fine, la chiave del discorso di Thiel sia un mascheramento molto sofisticato della lotta per il potere di questo mondo. Ogni regola lo trattiene, non vuole limiti. Veramente fa paura.

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